I punzoni e marchi dei Mosin Nagant dall’epoca zarista a oggi
Avvicinandosi ai marchi dei Mosin Nagant russi, sarà subito chiaro che ne troveremo una quantità enorme e il problema sarà capire il significato di tutti questi simboli. Probabilmente svelare il significato di tutti sarà impossibile, ma con le ricerche recenti e attuali sono emersi molti dati in precedenza non disponibili e sono abbastanza fiducioso che saremo in grado di costruire un catalogo utile. Inizieremo dai marchi d’Arsenale/Fabbrica. In questo caso, includeremo Tula, Izhevsk, Sestroretsk (talvolta riportato come Sestroryetsk) e Chatellerault. Dovendo trovare un criterio per guidare queste pagine, ho deciso di includere l’Arsenale francese di Chatellerault per il fatto che la Francia non ha mai usato i Mosin ma ha solo prodotto questi fucili per la Russia imperiale. Non ho incluso Remington e New England Westinghouse perché gli Stati Uniti hanno prodotto fucili per la Russia ma hanno anche utilizzato i Mosin Nagant, modificandoli perfino in diverse versioni: ad esempio l’M1891 modificato per il Pedersen Device, la conversione in 30.06 Bannerman e i fucili da Cadetto/addestrativi. Oltre ai quattro arsenali principali sopra menzionati, aggiungeremo i punzoni di varie fabbriche, depositi o entità che probabilmente hanno riparato e prodotto parti di fucili Mosin Nagant, soprattutto durante la Seconda Guerra Mondiale, tra cui (se saremo abbastanza fortunati) la fabbrica di Leningrado Max Geltz e Podolsk.
Marchi della fabbrica di Tula
L’Arsenale di Tula è stato fondato dallo zar Pietro il Grande nel 1712 ed ha utilizzato diversi tipi di marcature con modifiche sostanziali tra l’epoca imperiale e quella sovietica.
L’epoca imperiale zarista: 1891-1918
Durante l’epoca zarista, l’Arsenale di Tula produceva solo fucili lunghi da fanteria M1891. Nessun modello da Dragoni, Cosacchi o di Carabina M1907 è stato prodotto da Tula in quel periodo e, ad eccezione del Dragoni, Tula non ha mai prodotto le altre versioni menzionate. Ogni parte dei fucili Mosin Nagant prodotti a Tula riceveva il marchio di fabbrica che durante il periodo imperiale era rappresentato da un martello a forma di T e dopo il 1928, nel periodo sovietico, fu sostituito dalla famosa stella di Tula.

Nell’immagine qui sopra, un “martello di Tula” impresso sul poggia spalla di un M1891, insieme al marchio di accettazione ПK (PK) della Commissione di Prova Russa, parzialmente visibile sopra la vite. Questo marchio di accettazione puo’ trovarsi su tutte le parti di un fucile Mosin Nagant sotto forma di ПK o semplicemente П. Infatti, nel 1909 il marchio ПK fu sostituito/semplificato dalla sola lettera П. Il significato rimase lo stesso. Come già detto, questa è la prova che gli ispettori della Commissione di Prova russa hanno approvato la parte del fucile durante la produzione. Quindi questa parte ha rispettato gli standard.

Durante l’epoca imperiale fino al 1918, i calci dell’Arsenale di Tula erano contrassegnati da un marchio tondo standard con l’aquila zarista al centro e intorno: l’anno di produzione (sotto l’aquila), il martello di Tula (sopra l’aquila) e i marchi di accettazione della Commissione di Prova П e K (a sinistra e a destra dell’aquila). Nel 1912, per celebrare il 200° anniversario della fondazione dell’Arsenale, l’Arsenale Imperiale di Tula fu rinominato Arsenale Imperiale di Tula di Pietro il Grande. Per quanto riguarda l’evoluzione del marchio sul calcio, il martello di Tula sostituì la posizione della K, non più in uso dopo il 1909, lasciando solo la П a sinistra come prova di accettazione, come nell’esempio sottostante proveniente da un M1891 “Tula Pietro il Grande” del 1917.

Poiché ritengo che le marcature su legno e in particolare i roundel siano davvero belli e rari, soprattutto se in buone condizioni e leggibili, vorrei aggiungerne un altro.

Questo marchio nel calcio è di un Tula del 1899 e presenta le marcature standard in uso prima del 1909, come nel caso del primo mostrato nell’articolo. Spostandosi in avanti lungo la calciatura, si trova il gruppo otturatore. In genere è contrassegnato in ogni parte dall’Arsenale, come quello di epoca imperiale mostrato di seguito.

La prima parte contrassegnata è l’elemento posteriore (sopra), quindi l’impugnatura dell’otturatore (sotto).

Il marchio del martello Tula si trova anche sulla barra di collegamento tra le parti.

Se si procede lungo un fucile Tula di quel periodo, si troveranno poi marcature sulla carcassa e sulla canna, come i diversi tipi sotto riportati.

Nella foto qui sopra, abbiamo i marchi della canna di un Tula M1891 del 1898. Il numero di matricola si trova sotto l’anno di produzione, mentre sopra abbiamo la seguente dicitura: “Fabbrica d’Armi Imperiale di Tula”. L’aquila zarista con i marchi di accettazione ПK sono presenti sia sulla canna che sulla carcassa. Questo è il modo in cui l’Arsenale di Tula ha marcato le canne e i receiver dei Mosin Nagant dal 1892 al 1912. Un ottimo esempio di fucile M1891 prodotto a Tula in epoca zarista è disponibile nella nostra sezione Nazioni e modelli.
I marchi dell’Arsenale Imperiale di Tula Pietro il Grande: 1912 – 1918
Nella prima produzione dell’anno 1891, la canna Tula era marcata con un carattere e uno stile leggermente diverso, passando successivamente alla tipologia precedentemente mostrata. Per quanto riguarda sempre la canna, un altro cambiamento iniziò nel 1912 con l’introduzione di un nuovo stile di marchi dovuto alla celebrazione dello zar Pietro il Grande, fondatore dell’Arsenale, come già detto. Questo porto’ alla seguente marcatura della canna, che di solito è raro trovare intatta. Questa versione, con la grande aquila zarista, fu in uso dal 1915 al 1918, mentre una versione con l’aquila di dimensioni ridotte fu impiegata a partire dal 1912 fino al 1914.

Sopra l’anno di produzione troviamo la nuova denominazione: “Fabbrica di armi da fuoco Pietro il Grande (Pietro I) di Tula”. Sul ricevitore, l’aquila venne modificata in quella raffigurata qui sotto.

Passando sotto la canna al serbatoio, troviamo il martello Tula e i punzoni di accettazione. Il numero di matricola sulla canna è solitamente impresso anche sul fondello del caricatore, oltre che sull’otturatore e sul poggia spalla (nei primi anni di produzione il numero di matricola era impresso al centro, mentre in seguito sarà applicato nella parte superiore del poggia spalla, sotto il marchio del martello Tula).

Tornando alla parte superiore di un fucile Tula, troveremo la tacca di mira, che sarà timbrata con un martello Tula come quello qui sotto.

Il martello di Tula può trovarsi sulla parte esterna, come nell’immagine, o nella parte interna, come mostrato di seguito.

Poi, avanzando lungo il calcio, troveremo altre parti marcate, come le fascette della canna, il rinforzo anteriore e l’asta di pulizia.

Il martello Tula sulla fascia posteriore della canna è nella foto sopra, mentre sotto lo stesso simbolo è sulla fascia anteriore e sul nosecap.

Il secondo tipo di fascetta della canna, quindi quello in uso dopo l’introduzione del paramani in legno alla fine del 1894, includeva un attacco cinghia collegato, come nella foto qui sopra. Anche questa parte, che era in uso prima dell’introduzione dei passanti per la cinghia nel calcio intorno al 1908, era contrassegnata da un martello Tula.

Le fascette del primo tipo, quindi quelle in uso quando non c’erano ancora i paramani sull’M1891, sono davvero rare, come i fucili con questa caratteristica. La differenza con il secondo tipo era l’assenza di intagli per ospitare i perni metallici del paramano. Le fascette del terzo tipo erano sostanzialmente identiche a quelle del secondo tipo, ma senza l’attacco per la cinghia. Il terzo tipo fu in uso a partire dall’adozione dei passanti nel calcio intorno al 1908. Poi, a partire dal 1910, fu adottata una fascetta di quarto tipo. Questa tipologia è raffigurata qui sotto, proveniente da un fucile Tula Pietro il Grande M1891 del 1917.

In alto è raffigurata una fascia posteriore di quarto tipo, in basso una fascia anteriore.

Alla fine, abbiamo un’asta di pulizia prodotta da Tula per il fucile M1891, contrassegnata dal martello distintivo.

La prima era sovietica a Tula: 1919 – 1928
Prossimamente…
6 risposte
Great article, I found it very interesting. I have one made in 1916 from the Tula factory.
Thank you Leo! I am working on new contents i hope i will have the opportunity to add soon to complete the overview!
Thank you again!
What are the different identifying stamps under the receiver tang that identify it as an Antique receiver? I know a date is obvious, but I was told other stampings that are not a “date” also identify it as an antique receiver when no date is present.
Hi, yes stampings indicating a specific production are also a clear sign that the rifle has been produced before 1898, at least from the collectors point of view, since i don’t know how this specific topic is managed by the law in the States. Anyway, the most famous one is the Chatellerault production marking, the “c” in circle. Chatellerault Arsenal produced M1891 only from 1893 till 1895 so sure a receiver with that marking is qualifying it as an antique receiver.
Love the article, can’t wait on next era (Have a Soviet Era 1927 Tula, likely a so-called ex-dragoon” from year and markings.
Sadly, many have import marks (mine by a company in Summerville, SC). If appropriate/within the scope of your article, would you comment on how US importer marks might impact the collector value.
TY
Hello, thank you for your kind words! I am working to be back online with new Mosin soon!
About the import marks, in my opinion the presence of big modern marks like large text boxes on the receiver has a negative impact on the historical value of the object that is damaged on the original parts affected. Sure if i will find a super rare example having a similar import mark i will think about buying or waiting for some without that markings. Waiting for a better one sometimes could be the best option, considering that a lot of Mosin are out there, even between the rare variations.
Thank you again